Racconto Erotico - Il piacere negli occhi...

Pubblicato da: Satyre In: Racconti Erotici Su: Monday, November 28, 2016 Colpire: 3321

I racconti di Satyre - Il piacere negli occhi...

In quella mattina  di Aprile mi svegliai un pò stanco, non riuscivo ad alzarmi dal letto e più riavviavo la sveglia e più pensavo di rimanere coricato.

È proprio vero! Per alzarsi la mattina ci vuole tanto coraggio, l’ansia del <<cosa succederà oggi?>> spaventa e le coperte ti amano talmente tanto da diventare parte di te!

Trovai la forza di alzarmi in una timida erezione, preludio, quella, di una lunga pisciata dopo la sera a base di birra nel pub degli amici. Entrai in cucina, ancora assonnato, feci il caffè e vagabondai tra divano e finestra facendomi compagnia con una sigaretta.

Il tempo prometteva bene quel giorno, il sole riscaldava già la casa ed io decisi di scegliere la cravatta adatta all’abito blu. Rovistando,però, trovai tra gli scaffali dell’armadio una scatola con un nastro di raso rosso. Aprii subito con curiosità, c’era un biglietto datato 23 dicembre , era dell’anno prima, con scritto, “AUGURI AVVOCATO DI UN SERENO NATALE”. Era un regalo, l’ingresso ad un bagno turco, di un cliente rimasto soddisfatto per un mio lavoro, un modo carino per ringraziarmi.

Ero troppo giù di morale e quella occasione era troppo allettante per lasciarla scorrere come se niente fosse. Prenotai subito, già per le 18:00 di quello stesso pomeriggio.

Arrivai prima del previsto, già alle 17.30, la ragazza della reception mi accolse con un sorriso mozzafiato, aveva lunghi capelli, dal colore chiaro , la sua carnagione invece era abbronzata e un camice bianco lungo al ginocchio nascondeva delle forme perfette.

Mi chiese di seguirla e dopo un corridoio semi buio aprii una porta dalle luci bianche, mi invitò ad entrare, a spogliarmi e a mettere un telo bianco avvinghiato ai fianchi, chiuse la porta... eseguivo gli ordini impartiti, Toglievo l’abito blu piano piano, ero solo in quella stanza e mi guardavo nello specchio di fronte a me, un pò appannato dalle docce;  mentre mi toglievo gli abiti, toglievo anche quello stress quotidiano, toglievo i pensieri del lavoro e iniziavo a provare delle strane sensazioni, dentro di me  sentivo uno strano odore di libido, lo stomaco si attorcigliava, l’inaspettato non era paura come la mattina, l’inaspettato, in quel luogo, diventava eccitazione, il mio pene iniziò a svegliarsi, ma lo placai subito, costipandolo con quel telo morbido trovato nell’armadio che mi fu assegnato.

Uscii dagli spogliatoi e trovai jasmine una ragazza di colore, che mi condusse in una sala, il bagno turco, dove c’erano oltre a me anche molti altri uomini, sentii subito una strana sensazione di caldo e cedermi le gambe, chiesi dell’acqua e la ragazza, con un sorriso complice, me ne versò un bicchiere e me lo diede… mi invitò a sdraiarmi su di un marmo e mi gettò dei secchi d’acqua… che evidenziarono la forma del mio pacco nel candore di quella tovaglia…

Chiusi gli occhi… sentii solo pace e silenzio…

Pensai a Jasmine, alle sue rotondità generose, a quel seno che voleva ribellarsi a quella maglia forse un po’ troppo stretta… aprii gli occhi e intorno a me nessuno… solo io, gli uomini presenti prima non erano più nel bagno turco… mi voltai alla ricerca di un viso conosciuto.. vidi in lontananza, nel buio e tra il vapore, un ragazzo, una delle sue gambe poggiava a terra , l ‘altra sulla panca…  mi guardò con sguardo complice , abbassai gli occhi… il culo di jasmine era piegato con le ginocchia a terra , si muoveva sinuoso, quasi a voler disegnare qualcosa in uno spazio sconosciuto, la sua bocca era piena , piena del cazzo del ragazzo…  sentii un tonfo al cuore e poi subito giù, fino allo stomaco. Il mio pene però non ebbe dubbi, si drizzò ed io non potevo non accompagnarlo con le mani, tutto sembrava coordinarsi, ogni volta che la bocca di Jasmine sprofondava nel pene del ragazzo, lui inarcava il collo verso il muro ed ansimando allargava sempre di più le sue gambe, io, il terzo, lo spettatore, stringevo il mio membro e lo scuotevo , sentivo il piacere entrare nei mie occhi e scendere giù , giù fino alle gambe che chiudevo ed aprivo con un movimento quasi meccanico…  la donna teneva quel cazzo in mano come un trofeo, l’uomo era la preda di quella ferocità di passione, di quella estrema voglia di piacere…

Mi sentivo il terzo in quel rapporto, lo spettatore del piacere… continuai a segarmi e il piacere arrivò inaspettato… venni così velocemente che gli schizzi arrivano giù fino a terra… ripresi coscienza e corsi via da quella stanza, mi cambiai subito e come un ladro cercai la via d’uscita…

Accesi la macchina con il fiatone e sbattendo le spalle nel sedile mi fermai un attimo… in effetti non avevo voglia di ritornare a casa così in fretta, preferii ripercorrere un pò alla volta quelle strane voglie che si donarono generosamente ai miei occhi…